Egidio Boninsegna (1869-1958)

 

Scultore e medaglista

 
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Egidio Boninsegna nacque a Milano il 22 Agosto 1868.
Ultimo figlio di una famiglia numerosa, condusse l'infanzia e l'adolescenza presso la casa dei genitori.
Da giovanissimo cominciò a contribuire al sostegno della famiglia aiutando il padre che esercitava il mestiere di panettiere nel negozio sito in corso S.Gottardo 22.

Ultimate le scuole elementari, dopo aver conseguito l'attestato di avviamento al lavoro, si iscrisse all'Associazione di Mutuo Soccorso di Milano, e iniziò a lavorare a tempo pieno nel negozio del padre.
Spinto dall'interesse verso l'arte si iscrisse ai corsi serali, tenuti presso la Scuola d'Arte Applicata alle Industrie, promossi dal Comune di Milano.

Durante lo svolgimento degli studi, all'età di soli 17 anni, ottenne un primo riconoscimento per l'impegno svolto nei corsi di disegno ornamentale e modellazione, materie molto ricercate nel settore dell'artigianato artistico che proprio in quegli anni viveva un momento di grande fervore.

Al termine degli studi iniziò un periodo di apprendistato come incisore presso il laboratorio di medaglie della ditta Johnson ed ebbe il privilegio di collaborare con Angelo Cappuccio.

Nel 1887 si iscrisse alla scuola serale della Reale Accademia di Belle Arti dove completò il periodo di formazione artistica ottenendo, durante l'intero biennio scolastico, numerosi premi ed encomi.

Nel 1892, grazie ai meriti scolastici ottenuti, è iscritto d'ufficio al corso speciale di scultura diretto da Enrico Butti.

Il 15 luglio 1894, a conclusione degli studi, la commissione accademica delle Belle Arti gli conferì, come menzione onorevole per i risultati raggiunti, la medaglia d'argento.

Nel 1895, a soli 27 anni, si iscrisse al bando di concorso per tutte le discipline artistiche delle Regie Accademie d'Italia istituito dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Il 12 gennaio 1896 il consiglio accademico delle Belle Arti di Milano gli comunicò l'accettazione della sua candidatura invitandolo a recarsi a Roma per sostenere la prova di selezione di scultura.

Dopo aver sostenuto la selezione, a causa della morte del padre, fece ritorno a Milano e qui vi rimase aiutando la madre nel sostentamento della famiglia.

Qualche mese più tardi gli fu comunicato l'ammissione all'esame finale del concorso e pertanto dovette recarsi nuovamente a Roma.

Il 30 novembre 1896 il ministro della pubblica istruzione emana il decreto di conferimento allo scultore Egidio Boninsegna della Pensione artistica per la durata di quattro anni a decorrere dal 1 gennaio 1897.
Inizierà quindi un periodo di perfezionamento artistico e di studio che lo vedrà coinvolto sia in Italia (Napoli, Firenze, Palermo, Taormina, Siracusa, Messina) che all'estero (Parigi, Bruges e Bruxelles) e che si terminerà, con una serie di esami conclusivi, a Roma nel 1901.

Durante i suoi viaggi conobbe gli artisti più celebri e frequentò gli studi più quotati dell'epoca.
Ritornato in Italia è costretto a provvedere con difficoltà alla conduzione della famiglia che nel 
frattempo era stata colpita da numerosi lutti.

In quel periodo inizia un attività autonoma eseguendo lavori di scultura che ottennero, attraverso varie esposizioni, grande successo di estimatori e di pubblico.

Oltre alla realizzazione di numerose opere di monumenti funebri commissionati da privati, la sua attività artistica si concentra nell'esecuzione di una gran quantità di medaglie celebrative e onorarie.

Nel 1909 abbandona lo studio di via Giotto e si trasferisce in un edificio appositamente realizzato, nel quartiere magenta, dove eseguirà la maggior parte delle sue opere in marmo.

Dal 1915 è membro della commissione artistica della Galleria d'Arte Moderna di Milano.

Nel 1917 sposa Brunetta Conti originaria di Prato e l'anno successivo nasce il suo primogenito Pierluigi.
Nel ottobre del 1922, a causa di una meningite fulminante, muore il suo secondogenito Daniele.

Negli anni successivi l'instancabile passione ma soprattutto il grande talento artistico gli regalarono ancora premi e riconoscimenti e la sua attività si interruppe solo il 28 luglio del 1958 quando morì nella sua casa-studio di via Quarnero a Milano.

 
 

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